Oggi vorrei parlare delle sensazioni fisiche, ma anche mentali, che ho provato in questi giorni di inizio Dieta Fast.
Come sapete l'inconveniente del virus mi ha aiutato a perdere qualcosina in più di ciò che probabilmente avrei perso normalmente. Stamani mi sono pesata ed ero 67,6 (lunedi mattina ero 70,1). Mi sono sentita molto soddisfatta. Ancora nn voglio dare tutto il merito alla dieta ma forse, dico forse, funziona!
Anche ieri, nonostante la situazione stomaco fosse decisamente migliorata, devo dire la verità, non avevo tutta questa fame. Ho fatto colazione, ma a pranzo non ho mangiato anche perchè finita la lezione di inglese alle 13 sono dovuta andare a prendere il treno e sono arrivata a Montevarchi dopo le 14. A quel punto sono andata in biblioteca e mi sono sparata un te caldo al limone iperzuccherato della macchinetta. Ovvio: non è un pranzo, ma non mi andava altro. A cena mi sono un po' preoccupata perchè avrei potuto fare a meno anche di quella. Quindi ho smangiucchiato un po', oltre a bere due bicchieri di vino rosso durante una bella serata di poesia, vino e musica presso la Porta del Chianti a Figline Valdarno.
Stamattina mi sono svegliata molto bene. A parte il solito mal di gola, che spero verrà spazzato via dal mio potentissimo e schifosissimo spray alla propoli, non ho fatto fatica ad alzarmi dal letto, come invece era capitato ultimamente. Queste le sensazioni fisiche.
Per quanto riguarda lo stato d'animo, diciamo che in generale mi sento BENE. Leggera sicuramente. Anche allegra. Sicuramente ciò dipende dall'entusiasmo iniziale della dieta. Mi capita spesso, quando inizio una cosa nuova, di partire con uno slancio positivo che mi fa superare tutte le difficoltà. Poi magari inizia la routine e tutto si ingolfa un po'. Chissà...spero che non capiti anche in questo caso. In questi giorni è come se il cibo si fosse collocato in un luogo un po' più arretrato nei miei pensieri. Negli ultimi mesi (ma mi è capitato anche in altri periodi della mia vita), pensare al cibo, a quello che avrei mangiato e dove, o cosa avrei cucinato, stava sempre in una posizione molto avanzata, arrivando quasi a farmi organizzare le giornate in funzione di ciò che avrei mangiato, o comunque a far diventare di primaria importanze il dove o come avrei consumato i miei pasti.
In questi quattro giorni invece il pensiero fisso del cibo si è un po' affievolito, contrariamente a ciò che mi aspettavo. Credevo che limitandone l'assunzione ne avrei sentito ancora di più la mancanza e quindi il desiderio. Per ora ciò non accade e anche questo mi rende molto soddisfatta e quindi fiduciosa.
Quindi avanti in tranquillità: i miei giorni di digiuno li ho fatti e ora posso arrivare a domenica senza pensare a quello che devo o non devo mangiare, senza sensi di colpa ma godendomi tutto quello che viene.
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